Tutto esaurito!!!

f1Tutto esaurito! Così si sarebbe espresso un qualsiasi giornalista sportivo se mercoledì si fosse affacciato presso il teatro dell’Istituto S. Maria Maddalena e presso la Parrocchia dei santi Pietro e Paolo.

Tutto esaurito per assistere alla presentazione del video sulla vita di Don Giovanni Battista Quilici e per ascoltare successivamente le parole di Don Luigi Verdi.

“Ci servono parole realmente attaccate alla vita, capaci di saldare l’autenticità di chi le pronuncia con i bisogni profondi di chi le ascolta”- così scrive Massimo Orlandi, altro ospite della serata, venuto da Romena come Don Gigi, a fare festa con le suore e gli amici del Quilici, insieme a tutti coloro che hanno potuto partecipare.

L’altra sera, infatti, si è svolta una vera festa durante la quale abbiamo celebrato Don Giovanni Battista Quilici, quello che lui ha fatto e che ha rappresentato per questa chiesa e per questa città… e non solo.

Antonello Riccelli ha condotto la prima parte della serata curando la presentazione del video. Un video fortemente voluto dalla Congregazione delle Figlie del Crocifisso e dagli Amici del Quilici, prodotto da Granducato.

Con questo video si intende far conoscere la testimonianza di Don Quilici e si vuole conservarne e trasmetterne la memoria. La figura di Don Giovanni è un patrimonio di questa città e di questa chiesa e a tali realtà deve essere restituita. Don Giovanni ha amato Livorno, ha indissolubilmente legato la sua vita ai livornesi ed in particolare a quelli più poveri.

f2Non è il Quilici – come ha sottolineato la madre generale Suor Agnese Didu – patrimonio esclusivo delle suore e di chi già lo conosce. La stessa causa di canonizzazione attualmente in corso, che lo offre come testimone della misericordia di Dio a tutta la Chiesa, ha senso se la sua testimonianza viene letta come esempio di una vita capace di saldare la terra al cielo, come ci ricorda don Luigi Ciotti, uno dei testimoni del video. Don Giovanni Battista Quilici è stato un uomo e un sacerdote che ha tenuto insieme il volto di Dio ed il volto dell’uomo. Massimo Orlandi ha definito Quilici “uomo del futuro” per la sua capacità di leggere la storia del suo tempo, assumendola in tutta la sua complessità, capace di

trasformare questa storia con azioni di giustizia, di solidarietà, di servizio ai più poveri, non perdendo mai la radice ed il senso del suo agire: la relazione con il Signore. Una fede profonda, radicata che emerge dal video in tutta la sua autenticità.

f3Antonello Riccelli, intervistando i vari protagonisti del video, ha evidenziato le caratteristiche di questo prete livornese e della sua opera. Alcuni ragazzi della scuola superiore e alcuni bambini delle scuola primaria, intervistati da Antonello, hanno dimostrato coi loro interventi, la freschezza della figura del Quilici: in particolare i bambini come ha sottolineato la loro maestra- hanno capito che tutti possiamo essere “ultimi” e che, quindi, ognuno ha bisogno di una reciproca accoglienza.

f4Antonello Riccelli ha messo in evidenza la straordinaria attualità del Quilici considerati anche i tanti problemi che oggi la città di Livorno presenta.

La prima parte della serata si è conclusa con la lettura di un brano tratto dal Musical dedicato al Quilici, in cui si richiama alla necessità di far nascere in questa città, come quella di allora, il senso di una speranza….

Una speranza emersa prepotentemente nelle parole di Don Luigi Verdi, intervenuto nella seconda parte della serata, il quale ha affermato che non ci può essere speranza senza compassione. La compassione ha la capacità di allargare il cuore e il Signore è interessato al cuore dell’uomo….L’uomo della compassione è un uomo misericordioso, che non vuole la morte del nemico… Dio non si arrende mai e ripone la sua fiducia incondizionata nell’uomo. Il Quilici è stato l’uomo della compassione, capace di aiutare questa città a non perdere la propria dignità. Il Quilici si è messo in cammino, ha camminato per le strade, accorgendosi che nelle

cose che vedeva “scorreva il sangue”. E ha offerto la sua umanità per chi stava perdendo il sangue della vita: i condannati ai lavori forzati, le ragazze costrette a prostituirsi, i poveri… il Quilici ha saputo vegliare, è stato un uomo libero ed attento come il buon samaritano e ha fatto la differenza in questa città in un solo modo: chinandosi sulle persone “mezze morte” che ha incontrato lungo la strada.

f5Il Quilici non ha vissuto a caso, si è fatto attento aiutando gli altri e, aiutare gli altri – ha sottolineato don Verdi – non deve appartenere allo straordinario, ma alla naturalità dei nostri gesti. Aiutare gli altri con delicatezza e rispetto, con misericordia. E la misericordia comporta il perdono. Ma perdonare non è facile: occorre comprendere le ragioni dell’altro, occorre non odiare e fidarsi di Dio… perdonare vuol dire non farla pagare all’altro.

Infine, un altro volto della misericordia è la gioia. Non cristiani tristi né musoni, ma cristiani gioiosi, capaci di condividere la gioia e i momenti difficili della vita. Capaci di offrire i palmi della mano ai palmi della mano che Dio mette nella nostra storia.

f6Solo così possiamo camminare insieme alla presenza di Dio e quello che condividiamo – come ha sottolineato Massimo Orlandi – si può miracolosamente moltiplicare.

Così in questa serata di festa, alla luce di don Quilici, insieme a tante persone, abbiamo visto come si siano moltiplicati e continuino a moltiplicarsi il pane, la misericordia, la speranza…

Letizia e Paolo

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