Quel giorno di 200 anni fa…..

Sono passati 200 anni eppure ancora oggi per molti di noi e soprattutto per le suore sue figlie predilette , Don Giovanni era ancora lì sdraiato per terra a dire il suo Si a Dio.

La celebrazione vissuta oggi in quella stessa cappella dove 200 anni fa don Giovanni Quilici è diventato sacerdote, è stata una celebrazione caratterizzata da emozioni molto intense: un clima di autentico raccoglimento, una forte commozione e le preziose parole del Vescovo Benotto. Questi sono stati gli ingredienti di una celebrazione eucaristica che come ha sottolineato all’inizio il Vescovo di Pisa, ha voluto essere un tuffo nel passato per vivere il presente.

Le parole del Vescovo di Pisa sono state importanti. Mons Benotto è partito dal Vangelo del giorno di Giovanni (6,35-40), dove Gesù dice che non è venuto per fare la sua volontà , ma la volontà del Padre.

Il Vescovo ha sottolineato che Dio Padre ha avuto bisogno di una Mediazione da parte del Figlio per rivelare agli uomini il suo vero volto. Una mediazione che è cominciata con Gesù ed è continuata nel tempo di generazione in generazione, tramite persone che si sono messe nel corso della storia al servizio della volontà di Dio per la salvezza di ogni uomo.

Questa mediazione continua nello scorrere del nostro tempo perchè Dio possa rendersi visibile in tutti i giorni della storia. Ogni uomo ha il compito di rendere visibile Dio ed il suo Amore: Don Giovanni Quilici ha fatto suo questo compito, partendo da questo luogo perchè in questo luogo è stato generato al sacerdozio. Don Giovanni Quilici è stato un prete che nella carità ha giocato il suo sacerdozio.

Lui ha reso visibile Dio…ha presentato un Dio capace di andare incontro all’uomo…Ha presentato un Dio capace di trasformare la vita dell’uomo. Il vescovo ha sottolineato come la redenzione portata avanti dal Quilici sia stata una redenzione a tutto tondo capace non solo di rispondere a delle necessità urgenti legate alla soddisfazione di bisogni primari ,ma capace di ridare senso alla vita delle persone che incontrava in un cammino di riscatto globale.

Il Quilici ha presentato un Dio capace di trasformare la vita. E dove questo avveniva, anche la vita della galera si trasformava così come si trasformava la vita delle donne di strada che incontrava. Si realizzava un riscatto sociale e morale! Per il Quilici tutto questo era fare la volontà del padre. E come gli apostoli trovarono molto ostacoli e persecuzioni (Atti 8,1b-8) anche Don Giovanni trovò difficoltà ed incomprensioni, ma lui insisteva, chiedeva bussava non per sè ,ma per chi ha bisogno…Il Quilici diventa voce per una umanità che non ha voce!

La celebrazione dopo le parole del Vescovo solo in parte riportate, è continuata in un clima di raccoglimento, di preghiera e di fraternità: il canto del Padre Nostro e la partecipazione alla mensa eucaristica, ha fatto sentire i presenti parte di una stessa famiglia.

Un momento ancora toccante, è stata la lettura affidata a Don Luciano Cantini dove venivano lette le motivazioni che hanno portato Don Giovanni ad essere riconosciuto persona eroica e straordinaria da parte di tutta la Chiesa universale . Ed è bello che la stessa cappella che lo ha visto nascere sacerdote, oggi questa stessa cappella abbia riconosciuto il valore immenso del suo essere prete al servizio della sua Chiesa e della sua città ovvero di tutto il suo popolo. Don Giovanni aveva solo 25 anni quando, crediamo con entusiasmo e timore e con il cuore e la voce forse tremante per l’emozione, disse il suo Si a Dio .E ci piace pensare che Don Giovanni oggi, sicuramente avrà fatto festa con noi e sarà stato contento nel vedere parte del suo popolo e in particolare le sue suore figlie predilette e due preti Livornesi come lui , dire Grazie a Dio per quel suo Si di 200 anni fa. La cosa più bella ed importante per un sacerdote forse è proprio quella di toccare con mano che la sua vita dedicata a Dio ed al caro prossimo abbia avuto un senso. Oggi Don Giovanni forse ha riavuto in restituzione quel centuplo su cui aveva giocato la sua vita duecento anni fa.

E oggi possiamo con Don Giovanni, fare festa e sentirci dietro il suo esempio chiamati sempre di più come – ha sottolineato Mons Benotto- a rendere visibile Dio nella  storia di tutti i nostri giorni.

Paolo e Letizia

 

Un piccolo pensiero anche da parte mia su quanto vissuto ieri a Pisa.

La celebrazione di ieri è stata molto coinvolgente e non riesco a dar voce alle emozioni che, sicuramente, ognuno di noi  ha provato stando in raccoglimento e pregando proprio nella cappella dove don Giovanni Battista ha detto il suo si a Dio.

Ho sentito la sua presenza in mezzo a noi e, chiudendo gli occhi, l’ho immaginato sdraiato a terra con il cuore ricolmo di gioia per quel momento tanto desiderato e indimenticabile.

È vero, sono passati 200 anni  ma il fatto che noi fossimo stati presenti, significa che, come è stato detto, “Lui ha reso visibile Dio” a quanti incontrava  e incontra tuttora.

È stato bello anche vedere la nostre suore, i sacerdoti, il Vescovo di Pisa e il Postulatore che hanno vissuto questa celebrazione con una profondità di amore così intenso, come se Don Quilici fosse stato lì ad ascoltare e a pregare insieme a tutti ( e sicuramente lo era).

E il clima che si respirava,  era proprio un clima di fraternità.

Ringrazio tutti per questi momenti che viviamo e condividiamo, uniti da un unico amore: quello del Signore Dio nostro.

Emanuela

19 aprile 1

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