Giovanni Battista Quilici-Roberto Angeli, due preti una città…

Presentazione del libro

Due importanti “assenze”…

Di Paolo Tiso

 

Il commento più bello e significativo fatto alla serata del 15 dicembre in Provincia, credo sia stato quello di Anna che si è espressa con queste parole:

Guardate sono tutti qui… non se ne è andato nessuno che bello …..la sala è ancora piena….” Ed è stato proprio così perché le persone che c’erano all’inizio più o meno sono state presenti fino alla fine.

Segno che questa iniziativa è piaciuta veramente.

E la sala della provincia era proprio piena: mancavano solo due persone importanti che di solito sono presenti soprattutto quando viene presentato un libro di cui sono i protagonisti. Mancavano lo scrittore e l’attore di questo libro… don Roberto Angeli e don Giovanni Quilici.

L’assenza di Don Giovanni era comunque prevista: figuriamoci se veniva lui, che era stato assente ad altri momenti importanti della sua vita: quando per esempio preferì non essere presente, nel momento in cui ebbe inizio il cammino di quelle ragazze che decisero di seguirlo, dando vita alla nascita della Congregazione delle attuali nostre suore. Figuriamoci se l’altra sera si faceva vedere…vi immaginate quante persone lo avrebbero salutato e gli avrebbero chiesto anche magari una dedica su quel libro che parlava della sua vita. Lui che non amava apparire non poteva certo essere presente! Certo magari se ci fosse stato, avrebbe potuto cogliere l’occasione per chiedere alle personalità presenti e a tutti noi, di fare qualcosa di più per questa città piegata da una pesante crisi economica e caratterizzata da una grave crisi occupazionale e lavorativa. Avrebbe chiesto ancora come mai ci sono ancora tanti detenuti nel nostro carcere, che non hanno nemmeno pochi euro per comprarsi un caffè o una fetta di panettone per Natale. E magari, da livornese sanguigno quale era, si sarebbe ancora una volta arrabbiato ed indignato per i tanti ragazzi e giovani che abbandonano la scuola e per le tante persone che dormono sotto i ponti e nei treni abbandonati della stazione. Sì, forse ha fatto bene Don Giovanni a non venire…..

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Però neanche Don Roberto era presente e la cosa non è sfuggita ai presenti….tanto è vero che uno degli ospiti, Claudio Frontera, ha chiesto ad Agnese una dedica sul libro: la richiesta non è stata inopportuna, visto che Agnese ha creduto fino in fondo con Enrica alla bontà di questa iniziativa; però anche l’assenza di Don Angeli è stata notata….Forse allora è vero, come sembra che abbiano detto alcuni suoi confratelli che l’hanno conosciuto, che aveva un carattere difficile. Può darsi, d’altra parte ci sono esperienze particolari che ti segnano per tutta la vita. E stare un anno e più in un lager nazista credo che possa segnare la vita di qualunque persona…. Magari se fosse intervenuto, Don Roberto avrebbe cercato fra il pubblico le tante persone a cui ha salvato la vita procurandogli salvacondotti e documenti. Avrebbe cercato, fra il pubblico, le persone dei campi di concentramento di Fossoli e Mathausen con cui ha condiviso paure ansie sofferenze e speranze. Magari avrebbe voluto scorgere fra il pubblico, gli stessi suoi aguzzini che si divertivano a picchiarlo in maniera gratuita e rabbiosa: un prete – dicevano – e per lo più un traditore italiano…..

Insomma i nostri due principali protagonisti non c’erano.

Se non erano lì forse erano a celebrare la messa in qualche Chiesa come tanti loro confratelli che l’altra sera forse per tale motivo non hanno potuto partecipare all’incontro…

Forse Don Quilici e Don Angeli erano in qualche sacrestia…..ma, conoscendoli -a pensarci bene – non erano neppure lì….e allora, per trovarli bisognava cercarli altrove… forse come ha detto il nostro bravo moderatore Gianluca, bisognava uscire e passeggiare per le strade di questa città per incontrarli.

Perché questo era il loro posto ed anche oggi sarebbe stato il loro posto.

Sarebbero stati sicuramente molto contenti di questa bella iniziativa delle belle e significative parole che sono state spese da Agnese, Emanuela / Gianluca Della Maggiore, da Enrica, da Raffaello che sono stati bravissimi… e dagli interventi molto appropriati di Suor Raffaella e di Claudio Frontera. Sarebbero stati certamente contenti di come sono stati ricordati i loro 200 e 80 anni di sacerdozio ma, comunque, sarebbero rimasti lì sulla strada della loro città.

Questa volta a braccetto, pensando ancora una volta a cosa poter inventarsi per questa città e magari con il sorriso sulle labbra di chi ne ha passate tante, anzi tantissime e di chi la sa “lunga” su come vanno le cose di questo mondo e di questa città sia a livello politico sia a livello ecclesiale.. E insieme, forse, dopo aver incontrato tanti livornesi, si sarebbero diretti verso quelle colline da dove vedere il mare gettando il loro sguardo verso quella città che hanno tanto amato e sognando questa volta non per loro ma per tutti noi una città ed una chiesa più amabile, più ospitale, dove- come il buon Raffaello ci ha detto – si lotti perché ogni crocifisso sia eliminato dalle nostre strade.

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