Camminiamo insieme n° 1-Livorno 9-11 settembre 2016

Resoconto dell’incontro tra gli “amici di don Quilici” d’Italia

Di Paolo e Letizia

Le Parole di Don Raffaello                  

Ci si può salvare solo tutti insieme o non ci si salva.

In questo camminare insieme ognuno di noi può essere di aiuto all’altro per capire dove il Signore può condurci. E bisogna stare attenti perché la nostra religiosità ci può far portare Dio dove vogliamo noi…e invece è da Lui che dobbiamo farci condurre….

 Un cammino dove occorre essere consapevoli dei propri limiti, dove dobbiamo essere consapevoli che nessuno di noi è perfetto, dove dobbiamo fuggire la tentazione di pensare di essere meglio dell’altro. Occorre essere capaci di accogliere l’altro di essere capaci di camminare insieme: la parola Insieme è formata da….

in= farsi carico, farsi interpellare per superare l’indifferenza

sì= scoprire i propri talenti, è dire il proprio “si” per mettermi al servizio degli altri

e me = Dio e il prossimo possono contare su di me, ma io vengo dopo! Non sono al centro. Se io mi metto al Centro divento un ostacolo per l’altro

Occorre allora camminare insieme nella consapevolezza – come diceva San Paolo-  che se Dio ha salvato me che non merito niente, allo stesso modo agirà con tutti i miei fratelli. Un cammino dove possiamo aiutarci ad accogliere il vero volto di Dio… quel Dio descritto nella parabola del vangelo di oggi. E’ un Dio Padre che mi aspetta, mi vede da lontano mi corre incontro e mi abbraccia non perché lo merito, ma perché mi vuole bene. Il Signore ci aiuti allora a scoprire il suo vero volto e ci aiuti a camminare insieme dicendo il Sì di Maria e vivendo quella umiltà dell’ultimo posto, perchè il Signore in questo modo possa riconoscersi in ognuno di noi.

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Le nostre riflessioni:

In questo resoconto, mi sembrava opportuno partire proprio dalla fine e cioè dalle preziose parole del caro Raffaello.

Raffaello ha chiuso in maniera semplice e profonda la nostra riflessione. Siamo partiti con un gioco che è servito a rompere un po’ il ghiaccio e ha contributo a farci conoscere e a gettare un po’ le maschere che a volte ci nascondono agli occhi degli altri. Un gioco semplice che ci ha fatto divertire e nello stesso tempo ci ha avvicinato, ricordandoci che se vogliamo, abbiamo la possibilità di legarci gli agli altri.

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 Ma che tipo di legame vogliamo creare? Quale senso dare al nostro stare insieme? Ed è possibile- al di là di storie ed esperienze diverse- camminare insieme e riconoscerci nei valori della nostra famiglia voluta da Don Giovanni?

Queste sono state alcune delle domande emerse nella nostra riflessione che è stata illuminata dalla lettera tratta dal Regolamento per i fratelli Laici scritto dal nostro caro Don Giovanni. Una lettera già riflettuta nell’incontro di La Verna e che tutti abbiamo trovato straordinariamente attuale.

Dall‘analisi di questa lettura il Quilici sembra oggi dirci che:

  • La nostra fede cresce solo dal confronto con gli altri: noi laici abbiamo la responsabilità di organizzarci fra di noi per crescere insieme in una dimensione di fede partendo dalla parola di Dio.
  • I nostri ragazzi e i nostri giovani hanno bisogno di vedere i loro genitori vivere certi valori e godere di uno stare insieme caratterizzato da una dimensione di comunione e di fraternità
  • Nel nostro stare insieme è importante cercare di vivere gli aspetti della Il Quilici aveva cura dei laici, delle sue giovani suore dei suoi confratelli preti e dei poveri. Curare e prendersi cura delle nostre relazioni e dei nostri rapporti è fondamentale. La cura combatte la solitudine…crea relazioni, combatte la marginalità….
  • Altrettanto importante è la dimensione della Autenticità del cercare di essere veri e sinceri compatibilmente con i nostri limiti. Solo guardando l’altro negli occhi posso camminare insieme con lui… e occorre fare molta attenzione ad un uso esagerato degli strumenti informatici di comunicazione.
  • Don Giovanni ci invita ad essere cittadini onesti e responsabili.
  • Don Giovanni ci indica la strada del Vangelo… Don Giovanni non si è inventato niente di nuovo ….Lui ha sprecato la sua vita, ha giocato la sua vita in ciò che credeva….e in Lui tutto questo ha funzionato. Possiamo cercare di vivere anche noi tutto questo? Possiamo cercare di cogliere lo Spirito del Quilici e farlo nostro? Cosa possiamo immaginare insieme?

Cosa possiamo immaginare insieme……..Domanda non semplice che Fabio, amico di Roma, ci ha lanciato…..

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La Carovana:

E una prima immagine che ci è venuta in mente grazie a Suor Monica, partendo dalla parola usata da papa Francesco, è quella della Carovana… La carovana indica un gruppo di persone in cammino come hanno camminato i primi amici del Quilici….I Primi amici che hanno fatto camminare l’amore di Gesù…..E in questo cammino siamo tutti insieme, uomini e donne laici, religiose e religiosi …..dove ognuno cerca di contribuire al cammino di tutti. Una carovana che cammina verso il sogno di una umanità e di una chiesa nuova dove Gesù si fa nostro compagno di viaggio…..all’insegna della gratuità e della condivisione dei nostri talenti e delle nostre fragilità….una carovana alla quale attingere forza e coraggio perché spesso dobbiamo affrontare il diluvio inquietante in cui spesso ci troviamo a vivere….Una condivisione che ci fa sentire meno soli e ci fa avere meno paura….

 Forti della immagine di questa carovana, abbiamo provato a raccontare i nostri cammini e le nostre esperienze di vita che hanno caratterizzato fino ad oggi il cammino di ciascun gruppo….Cammino non facile  caratterizzato da grandi  fatiche , in mezzo a  sofferenze talvolta veramente grandi….ma  anche pieno di gioie  e soddisfazioni.  E’ stato veramente importante ascoltare le esperienze di servizio ai più piccoli e ai più deboli degli amici di Roma, di Castelnuovo e Rosignano…Un Quilici che è stato incontrato e testimoniato nei bambini e ragazzi delle Case famiglie di cui i nostri amici si sono fatti carico e che ancora continuano a servire. Altrettanto significativo è stato il cammino degli Amici di Livorno che come ha sottolineato Agnese, ha contribuito a far uscire il Quilici dalle sacrestie attraverso un lavoro importante e capillare di conoscenza di questo nostro concittadino livornese. Un lavoro fatto, per mantenere una memoria e indicare una strada per poter risvegliare una chiesa ed una città a vivere determinati valori di giustizia e di impegno

E poi molto importanti le esperienze degli amici di Pisa e della cara Stefania della Associazione Ceis Tre ponti  che hanno sottolineato un comune denominatore di tutte queste esperienze: il Legame con le nostre Suore. Tutte queste esperienze il cammino fatto da queste piccole grandi Carovane, è cominciato infatti grazie alla Accoglienza ed alla fiducia ed alla cura che le nostre Suore hanno intessuto con ognuno di noi. Grazie a questo legame, grazie alla credibilità di queste donne, queste carovane si sono mosse e stanno continuando il loro cammino….E non a caso sabato questi cammini diversi ma tutti importanti hanno confluito per chiedersi …

Ed ora cosa facciamo? Dove andiamo?

Come continuare a portare avanti questo testimone di servizio di cura di amore di testimonianza credibile?

Domande importanti, domande che forse hanno bisogno di risuonare ancora  dentro di noi….

Una carovana ha bisogno di seguire delle piste e alcune sono state tracciate….

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La Progettualità

  • Ripartire insieme dal confronto sulla Parola di Dio. Riprendiamoci in mano questa Parola! Leggiamo la nostra vita quotidiana alla luce della Parola: in una dimensione di ascolto e di confronto reciproco. La Parola di Dio deve essere la “leva” dalla quale partire per vivere pienamente la nostra vita mantenendo quegli aspetti di convivialità e di fraternità che caratterizza da sempre il cammino delle nostre carovane
  • Cercare di crescere insieme con le nostre suore in un’ottica di Condivisione e non subalternità.
  • Creare un canale di comunicazione (Informatico? Blog?) fra i vari gruppi per condividere i nostri cammini.
  • Creare nuove occasioni (una – due l’anno) di incontro per continuare a crescere insieme e sentirci parte di questa preziosa famiglia Quiliciana. A tale proposito il Gruppo di Roma ci ha invitato nel fine settimana del 4-5-6 Novembre. Sarebbe una ottima occasione di incontro!!!

Carissimi molte cose ho scritto, altre probabilmente non le ho scritte. Scusatemi se sono stato troppo lungo o troppo corto….Che dire ancora? Forse aggiungerei che siamo stati bene, anzi molto bene …

Un sogno

Abbiamo iniziato questo resoconto con la riflessione di Don Raffaello e ora potremmo  ancora terminare con le  parole con cui Raffaello  chiuse  l’ incontro  alla presentazione del Libro: Giovanni Battista Quilici Roberto Angeli: due preti una città, il 15 dicembre 2015.

Così il nostro caro Raffaello   disse….

Sogno una Chiesa ,libera e liberante.

Sogno una Chiesa autentica capace di non rimandare nessuno indietro, capace di sporcarsi le mani.

Sogno una Chiesa dove ci sia amicizia fra i preti e comunione fra i preti, i laici e il popolo di Dio.

Sogno una Chiesa capace di dare voce a chi non ha voce e capace, di non essere preoccupata troppo di discutere sulle collocazioni spaziali dei crocifissi e dei presepi

Sogno una chiesa  impegnata come Don Giovanni e Don Angeli  a togliere i crocifissi dalle strade di questa città.

Forse abbiamo parlato ieri proprio di questo sogno… Il sogno di Raffaello…. Il sogno di Don  Giovanni…. forse il nostro sogno.

Un caro abbraccio da me e Letizia.

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Camminiamo insieme n° 1-Livorno 9-11 settembre 2016

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