Alla scoperta della fede

Venerdì 29 aprile. Parto da Milano centrale, alla volta di Roma, e non so davvero cosa aspettarmi.

Cresciuto e educato in una famiglia laica, i due giorni che passerò a Roma, insieme alle madri che tanto si impegnano per il Perù, e a un gruppo di ragazzi come me, rappresenteranno per me la prima vera occasione di incontro e riflessione profonda attorno al tema delle fede. Ho già incontrato suor Agnese e suor Annamaria a Milano, ma solo per un breve colloquio in cui loro mi hanno raccontato della loro Missione in Perù, e in cui ci siamo raccontati l’un l’altro. Niente di tanto intenso come i due giorni che mi aspettano.

Arrivato al convento, una grande casa sulla via Portuense, ci vuole poco perché’ mi senta accolto come a casa. Delle padrone di casa, le sorelle che lo abitano, mi colpisce subito la grande serenità. Una serenità che si traduce in dolcezza, attenzione, creazione di un’immediata connessione umana e sentimentale. Ecco, forse il saper star bene con se stessi, l’imparare a convivere con i propri crucci, le proprie preoccupazione e i propri lati bui – che ci sono sempre – forse sono queste la vera chiave dell’esser felici, del realizzarsi appieno, e soprattutto dal saper far stare bene chi ci sta attorno. Anche con gli altri ragazzi che stanno vivendo anche loro questa giornata – con Irene, con Daniela, con Laura, con Francesca e con Guido – entriamo subito in confidenza, e cominciamo a scoprirci l’un l’altro.

Riflettiamo sull’accoglienza, sul viaggio, sul concetto di prendersi cura…. E cerchiamo sempre di andare un po’ più a fondo, e soprattutto di tenere le persone al centro dei nostri pensieri. Ragioniamo sull’importanza di scavare sempre alla ricerca del buono e del bello che stanno in ciascuno di noi, del bene che talvolta si nasconde dietro al male. Discutiamo di quanto è importante guardare il mondo con un approccio critico e oggettivo al tempo stesso. L’importanza di cercar sempre di comprendere a fondo ciò che ci circonda, ma al tempo stesso di non lasciarsi mai oscurare la vista dalle proprie idee, ma – anzi – esser sempre pronti a rimetterle in discussione (e, con esse, a rimettere in discussione anche noi stessi). Arriva anche un blackout di qualche ora, a un certo punto, a rendere tutto più magico. Gli scherzi del caso, anzi, del Caso – con la “C” maiuscola – come direbbe suor Agnese. E poi dal pomeriggio si arriva alla sera, con una bella pizza tutti assieme, e i racconti delle avventure peruviane delle nostre madri: gli anni drammatici di Sentero Luminoso, il momento difficilissimo della fine dei prezzi calmierati, i sorrisi dei bambini, le soluzioni ingegnose e creative per uscire insieme dai momenti più duri, sempre facendo leva sulle energie migliori della comunità.

Arriva l’ora di andare a letto, e così, avvolto ancora dal buio del blackout, tra una chiacchera e l’altra con Guido, ripenso alla giornata appena trascorsa: c’è un filo conduttore, un pensiero che avevo già in testa da tempo, ma di cui questa giornata rappresenta una fortissima conferma: al di la’ della scelte di fede di ciascuno di noi, quello che davvero conta sono i valori di fondo che animano le ns azioni, giorno, dopo giorno. L’amore per gli altri, la ricerca del benessere di chi ci circonda, la curiosità, la voglia di capire e di incidere – per migliorarle – sulle realtà intorno a noi, il saper trarre felicità da un sorriso o da uno sguardo, e finanche dall’aver fatto del bene a qualcuno che nemmeno se n’è accorto. E’ in queste cose che ciascuno di noi, qualunque siano le sue convinzioni, ha la straordinaria possibilità di trovare il proprio Dio.

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