10-13 settembre celebrazione del 175° di fondazione delle Figlie del Crocifisso

Parlare della festa del 175° (1840-2015) della nostra Famiglia religiosa, non è cosa semplice né facile, perché in questo anniversario si sono assommati ed accavallati molteplici eventi che hanno dato adito a stupore, emozione e a sentimenti profondi di gratitudine prima di tutto al Signore e poi anche alle Sorelle, dalle prime cinque che hanno avuto il coraggio di seguire il Signore servendolo sulla scia, non facile e poco gratificante del Fondatore, poi via via a tutte coloro che sul loro esempio e con la santità della loro vita hanno reso possibile, lungo 175 anni, l’esistenza della nostra piccola Famiglia nel cuore della Chiesa, con quelle caratteristiche “che Dio ne ha ispirate” al Servo di Dio Giovanni Battista Quilici loro Fondatore.

Da dove incominciare? Questa importante tappa ha avuto inizio un anno fa con una celebrazione presieduta dal Card. Angelo Amato, che con le sue parole ha riempito il cuore non solo delle Suore ma anche dei livornesi di tanta gioia e speranza. Per tutto l’anno nelle comunità ci siamo attivate in vari modi per vivere questo evento, sollecitate ed incoraggiate anche dall’ulteriore grazia dell’anno della vita consacrata indetto da Papa Francesco, affinché la vita dei consacrati potesse rinnovarsi così da “svegliare il mondo” con la loro esistenza profetica, capace di dire, con la vita più che con le parole, come sia possibile e bello vivere in maniera appassionata la gioia del Vangelo. La percezione di essere inserite nel cammino della Chiesa, lo abbiamo vissuto come provvidenziale, una bella esperienza di dono: “grazia su grazia”.

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Icona dell’Assemblea di Famiglia 10-12 settembre 2015

I festeggiamenti, se così ci si può esprimere, per la celebrazione del 175°, sono iniziati in Casa Madre con l’Assemblea di Famiglia che ha visto molte Sorelle, come non mai, insieme a riflettere e interrogarsi su come rinnovarsi per vivere un’esistenza profetica a livello personale di un incontro con Dio più intenso e autentico, di una vita comunitaria vissuta con relazioni più fraterne e di una missione che sia frutto di entrambe. Sono stati giorni impegnativi dove Madre Agnese si è prodigata con passione affinché ogni Sorella potesse sentirsi rinvigorita nella fiducia e nella speranza. Era stato preparato uno “strumento di lavoro” che conteneva, in sintesi, quanto emerso nelle relazioni pervenute dalle comunità. Quattro i principali aspetti emersi: 1) un unanime rendimento di grazie; 2) l’esigenza di una vita spirituale sempre più intensa; 3) l’urgenza di curare le nostre relazioni comunitarie per renderle sempre più fraterne; 4) alcune prospettive future sulla nostra profezia nella chiesa di oggi, molto in sintonia con gli “orizzonti” di papa Francesco.

Ogni giorno, che iniziava nel canto di invocazione allo Spirito Santo, il lavoro era scandito con tempi di riflessione personale, seguito da un altro tempo di lavoro in gruppo guidate da una traccia con domande da approfondire osservando concretamente il nostro vissuto e guardando con speranza al futuro con proposte ben precise. Infine un tempo per le assemblee dove confluivano i lavori dei vari gruppi. Ad accompagnarci e stimolarci, il brano evangelico del cieco Bartimeo che chiede a Gesù di riavere la vista. “Coraggio! Alzati, ti chiama…”, è l’invito che veniva dai discepoli di allora e che ciascuna di noi sentiva rivolto a sé dai discepoli di oggi, cioè dalla comunità di chi crede che “nulla è impossibile a Dio”.

L’Assemblea ci ha viste impegnate giovedì 10 e venerdì 11, mentre il giorno 12 è stato riservato ad un ritiro silenzioso per interiorizzare nella preghiera i contenuti delle giornate precedenti.

Inoltre, nella serata del giovedì 10, all’interno della la Fortezza Vecchia (dove il Quilici si recava per svolgere il suo ministero redentivo di consolazione e umanizzazione ai carcerati), si è svolto il concerto di don Giosy Cento con il gruppo dei Parsifal, dal titolo: “Ho fatto un sogno con don Giobatt. Quilici”. Il desiderio di un mondo dove possa regnare l’amore e la pace. Molti i livornesi che vi hanno partecipato e che hanno apprezzato il messaggio, che la musica ha reso più incisivo e coinvolgente.

Gi “Amici di don Quilici”di Livorno si sono dimostrati veramente impagabili: nel predisporre tutto il necessario, nell’allestire l’ambiente della Fortezza per il Concerto, nell’organizzare la Veglia di preghiera della serata dell’11 nel giardino dell’Istituto e impostata sulle diverse sfaccettature della “Fedeltà”, nel preparare il tutta l’organizzazione del pranzo di festa della domenica. “Voi pensate a vivere la festa– avevano detto – noi pensiamo a tutto il resto”, e così hanno fatto.

L’ Eucaristica del 10 è stata celebrata con don Francesco Fiordaliso e quella dell’11 con don Raffaello Schiavone, entrambi carissimi fratelli sacerdoti del clero livornese, molto legati a don Quilici e alla sua Famiglia.

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Celebrazione del 12 sera

Il giorno 12 è arrivato a Livorno don Diego Pirovano, nipote di Sr. Annamaria, che ci ha offerto una meditazione nel pomeriggio di ritiro, ha celebrato la messa Vespertina ed ha condiviso con noi la festa fino al pomeriggio del 13.

Finalmente, domenica 13, nel ricordo della vestizione delle prime cinque sorelle, abbiamo iniziato la giornata con il canto del TE DEUM e con la preghiera di lode e ringraziamento; alle ore 11 abbiamo vissuto una concelebrazione molto partecipata e festosa, nella quale abbiamo rinnovato insieme la nostra consacrazione, svoltasi nella Parrocchia dei Ss. Pietro e Paolo addobbata a solennità, presieduta dal Vescovo Simone Giusti affiancato dall’agostiniano Mons. Giovanni Scanavino, vescovo emerito di Orvieto-Todi, e dai concelebranti: padre Gabriele Bezzi, attuale parroco dei Ss. Pietro e Paolo; don Raffaello Schiavone, che tanto sta lavorando per far conoscere la testimonianza evangelica di don Quilici nella sua Livorno; don Luigi Zoppi, salesiano che, come don Quilici, ha speso la vita al recupero dei giovani nel disagio e per i poveri di Livorno; don Diego Pirovano che, essendo nipote di Sr. Annamaria, ci ha collegato in qualche modo alle nostre Sorelle del Perù; vi era inoltre Padre Luciano De Michieli Provinciale degli Agostiniani d’Italia, che con Mons. Scanavino rappresentavano l’Ordine Agostiniano, al quale apparteniamo, avendo in comune la stessa Regola e la spiritualità.

La celebrazione era arricchita anche dalla presenza alcuni Diaconi permanenti, tra i quali Renato Rossi, primo diacono di Livorno, molto attento a tutto quanto avviene nella sua diocesi, e Andrea Zargani, che da tempo si interessa di don Quilici, conosce bene la documentazione archivistica che lo riguarda e avendo scritto alcuni articoli relativi al cammino per la sua canonizzazione.

L’afflusso della gente, i canti, guidati egregiamente dal coro e dall’organo, e i momenti significativi della celebrazione, tutto parlava della santità di don Giovanni Battista Quilici che si percepiva così presente, non solo tra le Suore, ma tra la gente della sua amata città.

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Crocifisso-risorto in vetro artistico- dono degli amici della Coop. S. Teresa

La festa ha proseguito con il pranzo con tutti gli amici presenti, alcuni venuti da lontano, che ci hanno dimostrato molto affetto, donandoci anche una significativa targa ricordo e un bellissimo grande crocifisso in vetro in cui traspare già la luce del risorto, entrambi realizzati da mani d’artista.

Diversi amici si sono trattenuti con noi tutto il pomeriggio, fino a sera, cantando, dialogando e gustando la gioia e la fraternità.

Rendiamo grazie a Dio per tutti i suoi doni e perché continua ad operare le sue meraviglie di generazione in generazione.

sr Maria Silvia Zampiva

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