Un sogno lungo 175 anni

Le Figlie del Crocifisso festeggiano il loro anniversario

di Giorgio Spugnesi

Una storia lunga centosettantacinque anni, a Livorno, in Italia, nel mondo e tante persone entusiaste di festeggiare questo traguardo. E’ la storia delle Figlie del Crocifisso, la congregazione sognata e fortemente voluta dal sacerdote livornese Giovanni Battista Quilici. Un sogno, quello di dare una speranza alle giovani del suo tempo, trasformando la solidarietà in giustizia, che don Quilici realizzò grazie alle prime sorelle che decisero di consacrare la propria vita a Dio e al servizio degli altri, con gioia e spirito di accoglienza. Sono questo atteggiamento e questa attenzione che, nel corso degli anni e fino ad oggi, hanno caratterizzato la storia delle “nostre suore”, come le chiamano i moltissimi amici accorsi per festeggiare questo anniversario della fondazione.

Tre eventi hanno caratterizzato il fine settimana dal 10 al 13 settembre, tre eventi che esprimono in modo tangibile il carisma di don Quilici fatto di incontro con gli altri, di accoglienza ma anche di preghiera e di contemplazione del mistero eucaristico.

Giovedi 10, in uno dei luoghi che hanno visto don Quilici impegnato nella sua opera pastorale con i carcerati, la Fortezza Vecchia, don Giosy Cento ha coinvolto i presenti con la sua musica e le sue parole in un concerto nel quale, accompagnato dai Parsifal, il suo gruppo musicale, ha presentato il suo ultimo album intitolato “Ho fatto un sogno”. E’ il sogno di don Giosy ma è anche il sogno di Martin Luther King le cui parole hanno più volte risuonato durante la serata, un sogno di libertà che si consegue solo con la giustizia. Ma soprattutto è il sogno di don Quilici, che in questa serata è stato presentato da tre attori, quello di costruire, appena fuori le mura, ai margini della città, una grande casa accogliente, per tutti quelli che una casa non la hanno o non ne sentono il calore. Ma non è il sogno di un architetto o di un costruttore edile, è il sogno di un padre e così, oltre che con un grande edificio, questo sogno si realizza con una grande famiglia, quella delle Figlie del Crocifisso.

Venerdi 11 lo spazio così caro a don Quilici, la casa madre delle Figlie del Crocifisso, è stato percorso da una veglia di preghiera itinerante. Durante le soste, in luoghi significativi della casa, letture tratte dagli scritti di chi, come don Quilici, ha sognato un mondo migliore, hanno aiutato a riflettere sulla fedeltà nell’amore a cui tutti siamo chiamati, ciascuno con il proprio carisma. La fedeltà nell’amore è fedeltà a una chiamata, a Gesù, alla comunità in cui viviamo, al servizio ma soprattutto, ancora una volta, a un sogno, quello che ogni uomo abbia, per dirla con le parole di don Luigi Verdi, “un pezzo di pane, una casa e un po’ di affetto”. La veglia di preghiera si è conclusa nella cappella dell’Istituto, presso la tomba di don Quilici, con le parole di madre Agnese ed un grande abbraccio di pace perché la pace è il sogno che Dio ha sul mondo.

Domenica 13 tutta la congregazione si è riunita nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, fondata e guidata da don Quilici e, per centosettantacinque anni, amata dalle sorelle come una seconda casa. Due vescovi hanno concelebrato l’eucarestia: mons. Simone Giusti, vescovo di Livorno, ad indicare il legame con la città e con la chiesa diocesana, e mons. Giovanni Scanavino, agostiniano e vescovo emerito di Orvieto-Todi, ad indicare il legame con la regola agostiniana che caratterizza le Figlie del Crocifisso. Questo momento comunitario è stato seguito da un altrettanto comunitario momento di festa con il pranzo presso l’Istituto. Moltissimi amici sono venuti a far festa, segno evidente che, nella loro storia, queste suore hanno lasciato un’impronta significativa nelle vite delle persone che hanno incontrato. Vederle riunite tutte assieme, provenienti dalle varie case sparse per il territorio nazionale ed in Perù, respirare il loro entusiasmo e assaporare il loro affetto, ha portato molte persone indietro nel tempo, a ripercorrere con la mente quel pezzetto di storia fatto assieme. Ma ancora per molti altri anni questa storia dovrà essere scritta perché il sogno che don Quilici ha lasciato in eredità alle proprie figlie e a tutti noi si realizzi in pienezza. Questo è l’augurio che facciamo alle “nostre” suore per altri lunghissimi anni.

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