Il labirinto della vita: La Parola ai protagonisti…

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Silvia, una delle animatrici, racconta

Che una casa di sorelle non giovanissime (mi perdonerete ;-)) in quel di Portuense potesse diventare centro nevralgico della vita di una cinquantina di ragazzi tra i 14 ed i 18 anni non lo avrei proprio immaginato. Eppure lo Spirito Santo fa grandi cose, e così con la gioia del Natale ancora nel cuore ci siamo ritrovati lì, grandi e piccoli da tutta Italia, ciascuno richiamato dalla propria personalissima stella cometa, portando con sé i propri doni ed i propri bagagli, materiali e non.

Non mi soffermerei a parlare dell’incontro in generale. Certamente potrei dire, senza mentire, che è stata un’occasione intensa e fruttuosa, o aggiungere anche che sia stato bello, buono e vero: il che equivale a dire che Dio è stato con noi. Potrei anche descriverlo nelle sue parti ma, più che fare una cronaca dei fatti, mi sento di raccontarvi ciò che io ho vissuto e provato da animatrice, prestata all’ultimo momento a questa meravigliosa congregazione. Resami conto che vorrei dirvi questo non so bene come muovermi… è difficile 😀

Direi di iniziare dalla fine, in particolare dal ricordino che suor Nerina ha creato “Quando la strada non c’è, inventala!” diceva Sir Robert Baden Powell (fondatore del movimento scout, 1857-1941). Questo è proprio ciò che le sorelle e padre Michele hanno fatto testimoniando una vitalità vera, gioiosa e profonda, inventando tempo fa, e continuando a portare avanti, questa meravigliosa iniziativa: continuano a tracciare una strada. Continuano a darci l’occasione di fermarci, eh si, fermarci: quanto è essenziale sapersi fermare? E non solo fisicamente ma anche mentalmente. È stato emozionante vedere quanto urgente fosse per tutti noi ragazzi, il bisogno di uscire dal labirinto della vita, dalla routine frenetica della quotidianità e poter meditare, ed è stato stupefacente vedere quanta profondità ci sia in ognuno di noi e come questa esploda non appena le diamo la possibilità di esprimersi.

Io in teoria sono stata un’animatrice ma, a parte punzecchiare di tanto in tanto qualche mente addormentata o timida, mi sono lasciata animare e toccare dalle condivisioni dei ragazzi. Condivisioni spontanee ed ingenue, non nel senso di sciocche o superficiali ma di messa a nudo, esponendosi completamente agli altri con la fiducia di essere in una comunità che ti accoglie con braccia e menti aperte. E così, tra una lettura di Pinocchio, un momento di preghiera, un gioco del mimo, un bel pezzo di pizza da Pasquale e le immancabili partite a “Merda” siamo diventati famiglia, siamo diventati rete.

Ed ora che siamo tornati nella vita, iniziamo a tracciare la nostra strada con la consapevolezza di avere tanti compagni di viaggio che, anche se non sono proprio un passo accanto al nostro, stanno camminando con noi e sono pronti a dividersi il peso del nostro zaino.

Da scout non posso che augurare Buona strada a tutti.

Con amore Silvia

 

Sofia: Un’esperienza totalmente diversa dalle altre.

2Nonostante fosse il quarto anno che andassi e ogni incontro è sempre stato diverso da quelli precedenti sia per i temi differenti sia per i ragazzi che cambiavano, questi quattro giorni sono stati completamente nuovi.  Per la prima volta, ho vissuto l’esperienza sotto un altro punto di vista: quello dell’animatrice. Per la prima volta, oltre che vivere il percorso per scoprire me stessa e trovare qualcosa di nuovo, mi sono messa in gioco cercando di fornire qualcosa agli altri ragazzi, sperando di averli incitati a riflettere sul tema. Nonostante la differenza di età fosse minima, ho sentito di poter regalar loro qualcosa e credo che la poca differenza abbia aiutato o almeno lo spero. Gli altri anni, da ragazza, mi sono sempre trovata bene anche per il fatto che gli animatori, avendo passato da poco l’età che avevo, potevano capire e immedesimarsi meglio e anche dare qualche consiglio su come oltrepassare i problemi che loro ricordavano come recenti.

In conclusione, so che non ho un’età per poter dare dei veri e propri consigli perché la mia esperienza è limitata ma so anche che ho potuto capire i ragazzi molto bene.

Ovviamente, come ogni anno, mi ha fatto molto piacere rincontrare gli amici degli altri anni e conoscerne di nuovi. Sono stata anche contenta di aver portato una mia amica a vivere questo incontro perché credo che possa lasciare molto.

 

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