La nostra festa per il 175° anno a Roma

Sr M. Silvia Z.
3c (FILEminimizer)Il 20 settembre le Figlie del Crocifisso delle due comunità di Roma, hanno sentito il bisogno di vivere anche con gli amici e con le persone che gravitano per vari motivi nelle loro comunità, l’ l’anniversario del loro 175° di fondazione, soprattutto per dire “GRAZIE”! con una celebrazione eucaristica. Non potendo arrivare a tutti, ha funzionato molto il “passaparola”, tanto che all’orario fissato la cappella si era riempita di persone di diverse provenienze: le famiglie che frequentano la casa per gli incontri mensili, i giovani che si trovano quindicinalmente a pregare presso la casa famiglia di Monteverde, famiglie delle ex ragazze, amici e volontari della medesima comunità, molte persone della parrocchia di San Girolamo, le Suore delle comunità vicine e altre legate alla famiglia agostiniana, alcuni vicini di casa, ma anche persone che solitamente non vediamo in queste circostanze. Insomma, un afflusso di gente gioiosa, grata ed interessata.

Possiamo affermare che questa eucarestia era ed è stata “speciale”, anche per l’atmosfera di gioia, di festa, di solennità che si respirava; persino i bambini si sono sentiti liberi e protagonisti di esprimersi con i loro modi vivaci ed anche un po’ movimentati.

Ha Presieduto la celebrazione eucaristica padre Josef  Z. Kijas, Francescano Conventuale, Relatore della causa di Canonizzazione di don Giovanni Battista Quilici presso la Congregazione delle Cause dei Santi; con lui hanno concelebrato alcuni Padri Agostiniani: P. Vittorino Grossi, P. Pasquale Cormio e P. Marco Morasca. Ha servito all’altare un accolito della parrocchia di S. Girolamo.

All’omelia Padre Kijas ha fatto ampio riferimento alla vita di don Giovanni Battista Quilici, nostro fondatore, e a noi sue figlie che da 175 anni continuiamo, al femminile, quello che lui ha vissuto nella sua vita intensa, anche se non molto lunga.

La gente ha manifestato attenzione e coinvolgimento. Qualcuno dopo la Messa ha detto che “sono state pronunciate parole molto belle e profonde che fanno pensare!”.

dscn2c (FILEminimizer)All’offertorio, con il pane e il vino, sono stati portati all’altare oggetti per noi significativi; riporto di seguito le parole espresse a spiegazione delle offerte: “il crocifisso, segno che caratterizza la nostra famiglia. Amiamo la croce, non come segno di sofferenza, ma come segno del più grande Amore che Gesù ci ha donato offrendo la sua vita. Una croce come quella del Calvario, che affonda le sue radici nella terra, ma che si eleva verso il cielo per aprirsi ed abbracciare le fragilità e le miserie  di ogni donna e ogni uomo, la cui vita è costata il sangue di un Dio, come dice don Giovanni Quilici. Un cuore segno del nostro Amore verso Gesù. Un cuore che in questi 175 di storia ha sempre pulsato per Lui, riconosciuto nei tanti volti dei “crocifissi” che abbiamo incontrato, volti che riflettono quello di Nostro Signore. Desideriamo che tutti noi, insieme, possiamo scoprire anche il  cuore di Don Giovanni Battista Quilici pieno di amore per Dio e per ogni fratello, e imparare da lui ad aprirci e a donare la vita. Una “manta”, con la quale le mamme peruviane portano i figli sulle spalle, segno dell’accoglienza e della tenerezza espressa da don Quilici e dalle Figlie del Crocifisso in questi 175 anni.

Un paio di “Cocotas”, (calzature dei poveri delle Ande) come segno delle lunghe strade percorse negli anni, per annunciare con la vita l’Amore di Dio cercando di raggiungere ogni fratello, anche il più smarrito e lontano.

La rete, segno della Comunione che caratterizza le nostre comunità, sul modello degli Atti degli Apostoli e della Regola di S. Agostino. Ma anche segno della comunione che, fin dalle origini, ci unisce a tanti fratelli, e amici che camminano con noi condividendo valori, sogni e impegno di vita!!! Una rete che tesse storie di incontri e di amicizia che, come ci insegna don Quilici, non fa prigionieri, ma libera in noi e negli altri nuove dimensioni di vita e di amore, costruendo insieme nuova umanità”.

Ha animato la liturgia il coro della parrocchia di San Girolamo, guidato da Maria Grazia Di Giannantonio ha reso solenne la celebrazione nonché aiutato tutti a elevare a Dio il ringraziamento che ciascuno portava in cuore..

Al termine dell’Eucarestia ha preso la parola Padre Vittorino Grossi affermando che oggi qui il “miracolo continua” facendo riferimento a quanto accadde alle prime donne consacrate del Monastero fondato da Sant’Agostino, invitate da lui stesso ad uscire dalla clausura per accogliere i tanti bambini rimasti soli a causa di una epidemia. “E così – ha affermato P. Vittorino – quelle donne impararono a diventare mamme”.

Dopo la celebrazione eucaristica la Madre Generale, ha ringraziato tutti per la partecipazione e li ha invitati a scendere al piano inferiore, dove era stato preparato un rinfresco per trascorrere il resto della serata in una allegra condivisione.

Questo momento è stato la continuazione di quanto avevamo appena vissuto: è stato meraviglioso incontrare tante persone cresciute con noi e ora realizzate, con le quali abbiamo condiviso gioie, fatiche, sogni, paure, fallimenti e che ci hanno aiutato a uscire da noi stesse e a portare insieme i pesi; Non c’è mai una persona che riceve e basta, lo stare insieme e condividere fa crescere tutti.

E’ stata una festa veramente riuscita al di là di ogni nostra aspettativa. Il Signore ci dona sempre più di quanto speriamo, ci supera sempre!

A qualche giorno di distanza la gente che ci incontra per strada non finisce di complimentarsi per la “bella festa” che hanno vissuto con noi.

Views All Time
Views All Time
Views Today
Views Today
Print Friendly, PDF & Email