La Chiesa della gente…

Di Paolo Tiso

Questa è l’immagine che, venerdì sera a termine dell’incontro “Come vasi di Creta,” Suor Agnese ci ha consegnato per presentarci la Chiesa di Don Giovanni Battista Quilici, nell’anniversario della dichiarazione della sua venerabilità

La chiesa di Don Giovanni è stata la Chiesa della gente… della gente semplice, della gente normale.

Venerdì sera in Chiesa qualcuno ci ha chiesto se in Chiesa c’erano posti riservati.

No, non ci sono posti riservati nella Chiesa del Quilici. Forse i soli che li avrebbero avuti, sarebbero stati i semplici, i poveri, i senzatetto, i disoccupati, i malati

E ancora oggi questi posti potrebbero ancora occuparli le persone più semplici e povere.

Solo loro avrebbero diritto a posti riservati.

Venerdì sera c’era la chiesa dei giovani che hanno suonato… bellissimi con i loro vestiti, bellissimi con i loro strumenti, bellissimi con la loro musica capace di toccare il cuore di ognuno.

La chiesa della gente …La chiesa delle nostre care suore   donne coraggiose che hanno creduto nel sogno di felicità che Dio ha per ciascuno….

Le nostre suore, sempre presenti, sempre festose, sempre in prima linea…

La chiesa della Gente…dei Nostri Preti.  C’era Padre Gabriele, c’era Don Raffaello, c’era Don Gigi Zoppi ed altri cari sacerdoti: preti impegnati a non disperdere l’eredità che Don Quilici ha loro lasciato. Un’eredità pesante e leggera: l’impegno di costruire una chiesa capace di rispondere alle ansie ed alle speranze della gente.

La Chiesa della Gente… la chiesa di tante brave e belle persone. La chiesa di Antonello, di Don Luciano, di Gianluca P., di Mauro, di Alberto di Gianluca S., di Teresa, di Carlo Alberto, di Laura, di Caterina , di Carlo, e di quanti si sono impegnati con semplicità e generosità per creare qualcosa di bello e di significativo

La Chiesa della Gente… la chiesa di tante brave e belle persone. La chiesa di Antonello, di Don Luciano, di Gianluca P., di Mauro, di Alberto di Gianluca S., di Teresa, di Carlo Alberto, di Laura, di Caterina , di Carlo, e di quanti si sono impegnati con semplicità e generosità per creare qualcosa di bello e di significativo

La chiesa della gente… la chiesa di Daniela. Vi ricordate di Daniela? Quella ragazza colpita da una leucemia fulminante per cui Agnese aveva chiesto circa un anno fa di pregare?  Sabato era presente per ringraziare il Signore il Quilici e tutti noi. Lei sta meglio è in fase di ripresa come ci ha detto. È stato emozionante vederla.  Ha ringraziato noi, ma siamo noi che bisogna ringraziare lei che in una situazione difficilissima come la sua – quando vedi e senti la vita scappare via – non ha mollato di un mm  e ha  lottato…e quindi noi bisogna dire grazie a lei che ci ha aiutato a capire l’ importanza di non mollare  anche quando la notte sembra scendere sulla nostra vita.

La chiesa di Daniela e di quanti lottano ogni giorno contro le malattie, contro le ingiustizie, contro la guerra, contro la miseria perché la vita e la speranza possano avere sempre l’ultima parola sulla nostra storia e sulle storie di ogni donna e di ogni uomo

Come ha detto bene Agnese, la presenza di Daniela è stata la firma di Don Giovanni Quilici su questo anniversario.

La Chiesa della Gente…. di tutte le persone che venerdì e sabato sono intervenute e si sono portate a casa qualcosa di queste serate: forse dopo queste serata potremmo sentirci sempre più parte di una comunità più grande. Forse saremmo più capaci di lottare contro il male senza farsi invadere dall’odio come Padre Gabriele ha detto, forse potremmo essere Santi, come Raffaello ci ha suggerito cercando di vivere come Don Giovanni Quilici.,

E come Agnese ci ha ancora detto….

La santità è il seme di Dio nella nostra vita. Don Giovanni ha sviluppato questo seme… guardare a lui ci serve per far fiorire il nostro seme…in Lui possiamo trovare un Padre, in Lui possiamo trovare un aiuto per vivere il vangelo. Questo è il senso della venerabilità. Il Quilici in questo anno è tornato in questa città, in questa Parrocchia, ha camminato per le strade e le vie dei suoi quartieri. Lui ha vissuto il vangelo. Guardare a Lui ci serve quando non ce la facciamo più. Guardare a Lui ci serve per dire con Lui che con Dio tutto è possibile ed essere un sostegno per coloro che non ce la fanno… E grazie ancora a tutti gli amici che hanno reso possibile questo anno con tutte le cose belle.

Noi siamo una famiglia.

 

Da soli non ce la possiamo fare…insieme possiamo fare miracoli di Amore…

Basteranno ancora delle serate pur belle a farci vivere tutto questo?

Forse si forse no… ma sicuramente questi momenti vissuti insieme, ci potranno aiutare a modellare la nostra vita su quella degli altri e come disse il caro Vescovo Ablondi in una splendida serata in fortezza circa 25 anni fa, potremmo cominciare a modulare sulla strada, i nostri passi sui passi del Quilici.

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