La Casa di don Quilici è “casa” per i detenuti e le loro famiglie

L’inaugurazione di “Casa incontro don Giovanni Battista Quilici” in via della Maddalena

 

Il 20 marzo 2018, con gioia ed emozione, è stata riaperta la “Casa incontro” per accogliere i detenuti in permesso e le loro famiglie non abbienti, che da ora in poi si chiamerà: “Casa incontro don Giovanni Battista Quilici”.

La casa fu aperta nel gennaio del 1988 per una intuizione profetica maturata nel Sinodo diocesano di Livorno e poi realizzata da mons. Alberto Ablondi e M. Emanuela Fornaini, allora Madre Generale delle Figlie del Crocifisso. Un’ala della casa dell’Istituto S. M. Maddalena, costruita da don G. B. Quilici tra il 1828 e il 1835 per l’educazione della gioventù femminile, e fino ad allora abitata dalle giovani educande che venivano a studiare a Livorno nel convitto dell’Istituto, fu resa autonoma e ristrutturata per accogliere, appunto, i detenuti in permesso, tanto cari a don Quilici, e le loro famiglie in visita.

Negli anni, la Caritas Diocesana con i suoi volontari, ha permesso a molti detenuti momenti vitali di incontro con le loro famiglie lontane, curando che sempre ci fosse, nella casa, un cuore accogliente e capace di “fare casa”.

Negli ultimi mesi la casa, a cura della Caritas diocesana, con tanto impegno di sr Raffaella Spiezio presidente della Caritas Diocesana, è stata ristrutturata e resa di nuovo accogliente e pronta ad ospitare detenuti e famiglie; per questo l’inaugurazione di martedì 20 marzo scorso, in prossimità della Pasqua.

Una bella festa l’inaugurazione, con le autorità carcerarie, i Cappellani delle Carceri di Livorno, di Pisa e di Gorgona e tante persone interessate al mondo carcerario e alla dignità delle persone detenute, che hanno necessità di momenti di incontro sereno e accogliente con i loro familiari lontani.

Festa religiosa, con l’Eucarestia celebrata da Mons. Vescovo Simone Giusti, e festa in tutti i sensi, con tanto di taglio di nastro, di scopertura della targa, di benedizione dei luminosi locali e di momento conviviale.

Riportiamo di seguito, in forma integrale due articoli della stampa locale online che narra l’evento e le foto in essi riportate (foto novi).

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L’inaugurazione a Livorno (foto Novi)

Da Il Telegrafo – Livorno – Pubblicato il 20 marzo 2018

Livorno, 20 marzo 2018 – E’ stata inaugurata oggi la casa incontro “Don Quilici”, l’appartamento di via della Maddalena 8 che offre ai detenuti in permesso un luogo accogliente e dignitoso per riunire la famiglia. La cerimonia è iniziata con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo nella chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo ed è proseguita con la benedizione dei nuovi locali.

Nata dalla collaborazione con la Congregazione delle Figlie del Crocifisso, proprietarie dell’immobile, Casa Incontro ha accolto negli ultimi tre anni oltre 100 persone prima di essere chiusa nella seconda metà del 2017 per essere sottoposta a importanti lavori di restauro e rifunzionalizzazione. Il progetto che la anima ha come obiettivo quello di sostenere il diritto all’affettività delle persone detenute, con particolare attenzione a quelle meno abbienti che stanno scontando la pena lontano dal luogo di residenza. Il carcere, per molte famiglie, significa una brusca interruzione della vita affettiva. Questo avviene in particolare per coloro che provengono da regioni come la Sicilia, la Campania, la Puglia, la Sardegna o la Calabria e che affollano la sezione di alta sicurezza della casa circondariale “Le Sughere”.

In occasione dei colloqui o dei permessi, i loro parenti devono affrontare lunghi viaggi e spese importanti a cui, in molti casi, vanno ad aggiungersi i costi per l’affitto di una stanza di albergo. Questa situazione, di fatto, spesso ostacola i contatti tra i detenuti e i loro cari, contribuendo al senso di isolamento e di separazione dalla società di chi vive in carcere. Casa Incontro vuole garantire a tutti i detenuti l’opportunità di restare in contatto con i loro familiari e, seppure nelle difficoltà legate alla loro condizione, di coltivare gli affetti in vista del ritorno in libertà. In occasione della nuova apertura, alla casa verrà dato il nome di Don Giovanni Battista Quilici, fondatore della Congregazione delle Figlie del Crocifisso, che nel 1822 entrò come “istruttore gratuito” nella colonia penale di Livorno e si fece promotore di una riforma in senso più umano dell’esecuzione penale che fu poi adottata da varie carceri del Granducato di Toscana. Suor Raffaella, nel presentare l’evento, ha ricordato come questa inaugurazione, a pochi giorni dalla Santa Pasqua, voglia offrirsi alla città e soprattutto alla comunità penitenziaria come segno di speranza.

L’inaugurazione (foto Novi)

L'inaugurazione (foto Novi)

L’inaugurazione (foto Novi)

 

“Vogliamo offrire alle persone un riflesso della loro dignità”.

L’inaugurazione della Casa Incontro “G.B. Quilici”

Da La settimana – Livorno Posted on 22 marzo 2018 by Martina Bongini

È stata inaugurata nel pomeriggio di martedì 20 marzo Casa Incontro, la struttura della Caritas di Livorno che offre accoglienza ai detenuti e alle loro famiglie in occasione dei permessi e nei giorni di colloquio. Attiva dal 1985 grazie alla collaborazione con la Congregazione delle Figlie del Crocifisso, proprietarie dell’immobile, la casa è stata sottoposta nella seconda metà del 2017 a importanti lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione. A farsi carico delle opere (per un costo complessivo di 90.000 €) è stata la Fondazione Caritas Livorno, che ha ricevuto un generoso contributo di 10.000 € da parte della onlus Olimpiadi del Cuore di Paolo Brosio, che ieri ha voluto essere presente all’iniziativa.

A presiedere la cerimonia di riapertura- a cui hanno partecipato anche i cappellani del carcere di Gorgona, Livorno e Pisa- delle porte sono stati il Vescovo Simone, la presidente di Caritas suor Raffaella Spiezio e suor Agnese Didu (nella foto al momento del taglio del nastro), madre generale delle Figlie del Crocifisso.

Molte le istituzioni presenti all’iniziativa tra cui la prefetta Anna Maria Manzone, il questore Orazio D’Anna, l’assessora regionale Cristina Grieco, il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, il garante comunale dei detenuti Giovanni De Peppo, i rappresentanti dell’UEPE e della casa circondariale di Livorno.

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Nel corso della celebrazione eucaristica delle 17.30 presso la Chiesa dei Ss. Apostoli Pietro e Paolo, il Vescovo Simone ha ricordato l’importanza di “continuare a tessere un’ampia rete di solidarietà, capace di accogliere anche coloro che si sono smarriti e hanno profondamente sbagliato”. Ha quindi ricordato l’episodio, in occasione dei Giubileo dei carcerati, della cresima di un detenuto pluriomicida che, nel corso della sua lunga detenzione, ha incontrato la fede e vissuto una profonda conversione: “Ho riferito questo episodio al Santo Padre. Lui mi ha preso per mano e mi ha detto: ricordati che sarà questo Disma ad aprirti un giorno le porte del Paradiso”.

Suor Raffaella, intervenuta alla fine della messa, ha ricordato come la vocazione di Casa Incontro vada colta nella cornice dell’impegno della Caritas per la promozione di cammini di riconciliazione e speranza per le persone detenute e i loro cari: “Casa Incontro vuole offrire l’opportunità di mantenere e, nei limiti del possibile, coltivare i rapporti affettivi e familiari ai detenuti meno abbienti e a quelli che stanno scontando la pena lontano da casa. La maggior parte delle persone ristrette nella sezione di alta sicurezza del carcere di Livorno proviene da famiglie povere delle regioni meridionali. In occasione dei colloqui o dei permessi i parenti devono affrontare lunghi e costosi viaggi. A questi vanno ad aggiungersi le spese per l’affitto di camere di albergo dove incontrarsi o dove semplicemente pernottare in attesa del colloquio. Noi vogliamo andare incontro a queste persone, offrendo un appoggio sul territorio e un luogo dignitoso in cui i detenuti possano riunire la famiglia. La condanna al carcere troppo spesso comporta, per molte famiglie, una drastica rottura dei legami affettivi. La continuità degli affetti e delle relazioni è invece un elemento chiave in vista del successo di un rientro in società che è l’obiettivo della pena in Italia”. Nel suo intervento, suor Raffaella ha ringraziato Paolo Brosio per il suo contributo e ha sottolineato come Caritas abbia, per il resto, fatto fronte alla maggior parte delle spese con risorse proprie: “Questa è un’opera fortemente voluta”.

Le ha fatto seguito suor Agnese: “Quest’opera nasce nel 1988 per volontà del Vescovo Mons. Alberto Ablondi e della nostra Congregazione, a seguito di una intuizione profetica del Sinodo Diocesano del 1985. Il nostro fondatore, Don Quilici, aveva un sogno: dare casa, fare casa. Fare casa con gli orfani, con le prostitute, con i giovani di strada. Fece casa anche all’interno del bagno penale della Fortezza Vecchia. Fare casa non è, però, solo questione di muri, ma c’è bisogno di un cuore; siamo certe che la Caritas sarà attenta a fare in modo che la casa abbia sempre un cuore”.

7aA messa conclusa, si è svolta la cerimonia di taglio del nastro in via della Maddalena 8, sede della struttura. Casa Incontro, nella sua nuova veste, è stata intitolata a Don Giovanni Battista Quilici, fondatore della Congregazione delle Figlie della Crocifisso che, entrato come “istruttore gratuito” nella colonia penale di Livorno nel 1822, si fece promotore di alcune importanti riforme in senso umano dell’esecuzione penale che furono poi adottate da varie carceri del Granducato di Toscana.

“Anche in Casa Incontro- ha detto suor Raffaella presentando i nuovi locali- abbiamo voluto imprimere il timbro della bellezza oltre che della professionalità. Nel progettare e realizzare i nuovi locali abbiamo cercato di offrire alle persone che vi saranno accolte un riflesso della loro dignità”.

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Dal Sito Caritas – Livorno 22/03/2018


Riportiamo il saluto e messaggio di sr Agnese al termine della celebrazione in S. S. Pietro e Paolo

20 marzo 2018 – inaugurazione di Casa incontro d. G. B. Quilici

Saluto e Ringrazio di cuore sr Raffaella e Mons. Simone per l’invito a questo bel momento; porto il saluto e l’augurio di tutte le sorelle della Congregazione…

Siamo alla nuova inaugurazione di “Casa Incontro don G. B. Quilici”…

Questo è molto bello… infatti, don Quilici aveva un sogno: Fare casa…

Perché ognuno potesse avere un luogo in cui SENTIRSI A CASA, stare bene, per poter vivere, crescere, amare, avere dignità…

Fare casa con le ragazzine e le giovani donne sfruttate…

Fare casa con i bambini e le bambine della strada,

Fare casa con i giovani che riuniva e con i ragazzi che raccoglieva la sera in canonica…

Fare casa, anche con i detenuti, tant’è vero che il carcere piano piano si trasforma in “casa…”

Ascoltiamo don Quilici in una relazione del giugno del 1822:

“Vediamo con gioia che, ogni giorno di più, aumenta in loro l’assiduità e la devozione nella preghiera, prende sempre più piede un modo di vita dignitoso e cresce la fraterna carità. Il carcere non risuona più di maledizioni e di bestemmie ma, al contrario, quelle mura risuonano di continue lodi al Signore. In questo clima, tutti i condannati vivono contenti, pur nelle loro catene, e sembra che siano diventati più leggeri i loro pesanti ceppi; quelli che da altri Bagni vengono a Livorno, ripetono concordemente di non essere venuti ad abitare in un luogo di supplizio e di pena ma, per quanto riguarda il bene spirituale, in un paradiso terrestre; essi, sollecitati dalla grazia del Signore e animati dal buon esempio degli altri, chiedono di riconciliarsi con Dio.”

Il Bagno penale con la sua presenza si trasforma in un luogo dove i detenuti ritrovavano loro stessi, gli altri, una vita nuova, una dignità per rincominciare…

Le mie premure e sollecitudini sono dirette a rispondere ai bisogni umani e spirituali di tutti questi nostri fratelli detenuti, tanto che, per ridare dignità alla loro vita, volentieri sono pronto a sacrificare me stesso.

Don Quilici aveva 31 anni quando scrive queste cose… Una vita già donata, senza risparmio…

Questa giornata inaugura il ritorno a “fare casa”: anche il nome lo dice “Casa incontro”, una casa per incontrarsi, ritrovarsi, ricostruire e alimentare legami vitali, stare bene insieme, rincominciare…

La realtà di “Casa incontro” ha iniziato a vivere esattamente 30 anni fa, in nome dell’amore di don Quilici per i detenuti e per le loro famiglie, per intuizione e volontà di mons. Alberto Ablondi e della Madre Generale M. Emanuela Fornaini, che oggi, insieme a don Quilici sono qui a festeggiare con noi.

Infatti Casa incontro ha il suo inizio il 20 gennaio del 1988

E oggi questa casa viene dedicata a don Quilici, una casa nella sua casa.

Questo è molto bello ed è motivo per rendere grazie.

Ed è importante che chi vi opererà conosca la vocazione e la storia di questa casa.

I muri da soli, anche se belli, non fanno casa, ci vuole un cuore che accolga e che si prenda cura…

Continuare quella cura che don Quilici ebbe per le persone detenute è accogliere una bella eredità…

Sono certa che la Caritas avrà premura e attenzione affinchè la Casa abbia sempre un cuore che accoglie!

Don Quilici, che è qui con noi anche fisicamente in questa chiesa, accompagnerà e custodirà la vita di questa Casa. Dobbiamo forse ascoltarlo di più, seguire di più i suoi sogni e la sua testimonianza di vita. La sua bella eredità ci fa bene a tutti.

Il prossimo anno, nel 2019, celebreremo i 175 anni della sua morte, del compimento della sua vita donata. Sarà una bella opportunità per continuare ad accogliere e far fiorire la sua eredità in questa sua amata Livorno…

Egli ha aperto tante strade, ha innescato processi vitali, a noi tocca continuarli…

Don G. B. Quilici tra i detenuti del Bagno Penale della Fortezza Vecchia – C. Musio

Don G. B. Quilici tra i detenuti del Bagno Penale della Fortezza Vecchia – C. Musio

 

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