Incontro con i giovani di Ciminà, Cirella e Lauro (RC)

Ciminà 4 gennaio 2018

La ricetta del Regno: pochi semi di senapa e un po’ di lievito…

Canonica di Cirella, con don Domenico e le nostre suore, per una giornata di ritiro spirituale. Quest’anno c’era anche il giovane viceparroco di Cirella, don Antonio, ‘nuovo di zecca’ nella sua missione pastorale!

E’ sempre una grande gioia incontrare questi giovani vivaci, coraggiosi, genuini!

Da un anno all’altro, ma con costanza… oramai siamo diventati familiari, ma sul serio, della famiglia più ristretta e intima, quella in cui il collante vero è l’amore che ci trasmette Gesù! E vedersi dopo un anno, nonostante la distanza e la nostalgia, è come se ci si fosse appena visti la settimana precedente… Ognuno ha raccontare le sue novità, le sue conquiste, le sue speranze o le sue delusioni…

Nelle vacanze di Natale ci sono anche i ragazzi già cresciuti che studiano (o lavorano) a Reggio, a Messina, a Catanzaro, a Roma, a Firenze o a Milano… quindi è proprio una rimpatriata!

E ci sono anche le novità di chi nel frattempo ha messo su una piccola impresa, di chi si è sposato e magari attende un bambino, o il bambino è già arrivato, e chi perfino è diventata Sindaca del paese, com’è successo a Giusy, già emigrata a lovorare in nord Italia e ora tornata per questo alto impegno civile nel proprio pase. Davvero una gioia grande!

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Il tema del ritiro in verità fa proprio pensare a questa realtà. Quella parabola di Gesù raccontata in Mt. 13, sul piccolo seme quasi impalpabile di senape, e che poi diventa un arbusto alto e forte da poter accogliere nidi d’uccelli e diventare ‘casa’ per molti di loro, sembra raccontata apposta per questa realtà, apparentemente povera e marginale, ma dentro così ricca di dinamismo vitale e positivo! Penso che Gesù sia stato molto felice di stare in mezzo a noi mentre la sua parabola prendeva forma, senso e identità nella mente e nel cuore di questi giovani.

Loro ci si sono riconosciuti! Anche quelli più inesperti… perché Gesù parla al cuore, e il cuore non conosce età! Questa realtà piccola e fragile, come è questa terra, come è la vita di questi giovani… realtà apparentemente insignificante, non appariscente, impastata come la farina con un pizzico di lievito che scompare, diventa pane fragrante per la fame di molti!

I semplici accolgono prontamente il messaggio del Regno: questo leggevo negli occhi dei ragazzi che lottano per non rassegnarsi, per mantenere la dignità della propria terra e la ricchezza della loro identità.

Un piccolo seme gettato nel terreno cambia la vita di molti… si parte dall’accettare di essere piccoli, ma credendo nella forza dinamica del Vangelo, tutto è possibile, tutto si trasforma, come dimostra l’accenno alla fiaba del piccolo Giacomino, che scambia una grossa mucca per un banale fagiolo; sarà questo a trasformare la loro vita. Gli occhi dei piccoli sanno vedere oltre e sanno scoprire l’invisibile.

Sr Agnese D.

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