Don Giovanni Battista Quilici, un prete per i livornesi

Un grazie di cuore al Serra Club per l’incontro promosso sulla figura del sacerdote livornese. E un grazie a tutti coloro che sono intervenuti con i loro interventi, o con la gradita partecipazione.

Davvero una serata interessante e molto, molto partecipata!

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Dall’inizio dell’Estate era stato chiesto dal presidente del Serra Club di Livorno a sr Agnese Didu e a don Raffaello Schiavone di fare una relazione al Palazzo della Provincia nel mese di novembre, organizzato dal Serra Club di Livorno, su questo tema: Il Venerabile Giovanni Battista Quilici, un prete per i livornesi.

L’invito è stato accolto con molta gioia sia per l’opportunità di far conoscere il Fondatore a persone nuove, sia per il fatto che, finalmente, c’era l’opportunità di partecipare ad un evento su don Quilici non organizzato da noi (suore e Amici del Quilici).

Stabilita quindi la data del 17 novembre, La serata è stata veramente interessante e partecipatissima!

Oltre all’introduzione del Parroco p. Gabriele Bezzi, la relazione tenuta da sr Agnese, centrata più su don Quilici nel suo tempo, è stata vivacizzata da spezzoni del DVD proiettati dall’amico giornalista Antonello Riccelli. L’attenzione e l’interesse nella sala è stato costante e i brani del video hanno preparato anche la parte di relazione tenuta da don Raffaello Schiavone, che ne ha presentato la grande attualità attraverso il confronto con tre brani di Vangelo.

Alcune conclusioni sono state tirate dal Vescovo Mons. Giusti e infine dal presidente del Serra Club.

Le risonanze sono state molto positive.

Riportiamo un articolo uscito alcuni giorni dopo sulla rivista online della Diocesi di Livorno:

Don Giovanni Battista Quilici, un prete per i livornesi

L’incontro promosso dal Serra club sulla figura del sacerdote livornese

cNon è la prima volta che il Serra Club di Livorno, organizza una conferenza su G.B. Quilici, ma l’Anno Giubilare che sta per concludersi, fra le tante grazie che ha dato alla Chiesa, ne ha data una speciale alla Chiesa di Livorno e consiste nella dichiarazione di Venerabilità per il noto sacerdote che ha speso la sua vita per gli ultimi. Come infatti ha ricordato il Presidente del Serra Alessandro Bassi, Livorno può vantarsi di aver avuto un “uomo santo che merita di diventare santo e che ha vissuto in un periodo storico difficile cercando di raddrizzare le cose storte del suo tempo.” dCertamente è molto nota la figura di questo” livornese doc battagliero e determinato, ma di una forte fede che lo faceva andare oltre i confini della sua parrocchia e dei confini sociali, carcerati, orfani, prostitute”, come ha sottolineato Don Gabriele Bezzi, cappellano del Serra, ma quello che oggi chiamiamo prete di strada a quell’epoca non era facile da incontrare. Al suo carattere forte univa una bella penna per rivolgersi ai potenti per difendere i diritti dei più deboli, ma anche per far sì che venisse istituito nella nostra città un Seminario, perché avvertiva la necessità della formazione dei sacerdoti.

La Madre Generale della congregazione delle “Figlie del Crocifisso” da lui fondate, suor Agnese Didu, a tal proposito, ha anche ricordato che per questo motivo la sua preparazione al sacerdozio fu fatta rimanendo in famiglia, tra la gente, frequentando la scuola teologica  dei padri Barnabiti; presso questi padri poi rimase 20 anni come vice-parroco, svolgendo quelle mansioni che loro di notte non potevano espletare in quanto religiosi. Le invasioni napoleoniche e il razionalismo francese, avevano reso ancor più necessaria la presenza di un Seminario per la giovane Diocesi livornese (fu dichiarata tale nel 1806), e pertanto necessitava di mezzi e persone che dessero vigore alla Chiesa. L’ignoranza religiosa e spirituale doveva essere debellata.

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Don Raffaello Schiavone che per diversi anni è stato parroco della Chiesa di S.Pietro e Paolo, fondata dal Quilici e dove ora riposano le sue mortali spoglie, ha sottolineato la modernità di questo sacerdote che nella vita ha attuato ciò che Papa Francesco ha ribadito fin dall’inizio del suo pontificato e ha nuovamente chiesto come rinnovamento per il Giubileo della Misericordia. Il prete Quilici oggi sarebbe il “Buon Samaritano” che incontrando qualunque uomo e donna che vive nella depressione non più di Gerico ma di tutte le situazioni della vita, curerebbe con l’olio della misericordia e li porterebbe nell’albergo che è l’ospedale da campo di cui parla Papa Francesco. Quilici è il sacerdote capace di dare coraggio e far risorgere perché nessuno è mai perduto e c’è speranza per tutti, e ha sempre voluto una Chiesa che contribuisca a creare cittadini partecipi, strumenti di comunione e misericordiosi in pensieri parole e opere.

l Vescovo Monsignor Giusti, nel concludere l’incontro ha espresso parole di elogio verso questo sacerdote che ha apportato un rinnovamento nella storia e questo perché il cristianesimo è rivoluzionario. Quilici ha voluto con caparbietà un seminario e ha fondato la Congregazione delle Figlie del Crocifisso perché voleva persone dedite al Vangelo. “Essi non sono dei semplici filantropi e dei benevoli ma sono coloro che esercitano la virtù della carità. Dio è la garanzia di non cadere nell’egoismo, nel narcisismo. Vangelo e promozione umana, Vangelo e cultura sono al primo posto. I cristiani, i veri credenti, sono persone libere che non guardano in faccia a nessuno. Oggi corriamo il rischio di diventare bravissimi borghesi che esercitano la filantropia ma non la carità. Il Cristianesimo ha uomini che camminano con la schiena ritta e che si inchinano solo a Dio”.

Durante l’incontro, il giornalista di Granducato TV, Antonello Riccelli, ha presentato spezzoni del video sulla biografia del Quilici realizzato quest’anno in occasione dell’Anno dedicato a don Quilici, nel quale è stata poi riconosciuta la “Venerabilità”, con le Figlie del Crocifisso e con gli Amici del Quilici.

Monica Cuzzocrea, tratto da “La settimana” online, Livorno 22 novembre 2016


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